mercoledì 16 febbraio 2011

venerdì 4 febbraio 2011

Realismo e Macchiaioli: cosa li accomuna?

In vedetta - Giovanni Fattori
Atelier del Pittore - Gustave Courbet

 
La rotonda di Palmieri - Giovanni Fattori

Le spigolatrici - Millet

Lo spaccapietre - Gustave Courbet



Lo staffato - Giovanni Fattori

Impression du soleil levant - Claude Monet

Ragazze in riva alla Senna - Gustave Courbet


Domande

1. Analizzare una delle opere proposte.
2. Definire i caratteri dell'Impressionismo.

Il Realismo nelle Arti Figurative

Già intorno al 1850 il romanticismo inizia a dare i primi segni di cedimento ed è in questo momento storico che in Francia, gli artisti scelgono una maggiore adesione alla realtà del proprio tempo, senza fughe nella storia del passato o nel mondo dei sentimenti e della religione. Il grande sviluppo scientifico e tecnologico, che caratterizza questi anni fa presto capire che la scienza rischia di sconvolgere il rapporto tra uomo e natura, mentre l’industria tende a costituire una forma nuova di schiavitù. Il Realismo quindi segue quell’entusiasmo per i progressi della scienza e della tecnica che avevano caratterizzato la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo.
 Sul piano sociale ed economico si cominciarono a sentire sempre più gli effetti della Rivoluzione industriale. L’abbandono dell’artigianato e dell’agricoltura determinò una notevole riconversione sociale da parte di classi di popolazione che si riversarono sul settore delle industrie. I problemi di questo fenomeno furono l’inurbamento eccessivo delle città e il peggioramento delle condizioni di vita delle classi del proletariato urbano. Questa situazione creò notevoli tensioni sociali e portò alla nascita delle teorie socialiste. Nel 1848 ci furono nuove tensioni politiche in Francia e, dopo nuovi moti rivoluzionari, fu deposta la monarchia e proclamata la seconda repubblica. È proprio in questo clima che iniziarono a sorgere le prime teorie artistiche del Realismo nelle arti figurative ad opera di Gustave Courbet e Honoré Daumier. Attraverso le loro opere il Realismo assume una posizione di ferma denuncia contro le ingiustizie della società, facendo proprie le rivendicazioni delle masse e partecipando attivamente alla vita politica; conseguentemente producendo un grande imbarazzo in quel panorama artistico francese che considera ancora l’arte il luogo nobile di fatti epici  e grandiosi. Del resto la descrizione delle sofferenze delle classi inferiori, la cui colpa é socialmente imputabile proprio agli interessi della grande borghesia, non può ricevere un’accettazione entusiasta dalla stessa grande borghesia che viene così palesemente denunciata. Con altri artisti come Jean-François Millet e Jean-Baptiste Camille Corot il Realismo si esprime invece con maggiore distacco, esprimendo pacatamente i sentimenti, la religiosità e la serietà del lavoro degli umili e per questo è maggiormente accettato.